Ovvero “L’innovazione premia, anche in editoria”

Il Dell Small Business Excellence Award è un premio internazionale (Australia, Brasile, Canada, Cina, Francia, Germania, Giappone, Italia, Messico, Regno Unito, Spagna, Stati Uniti) che è stato esteso all’Europa, e quindi all’Italia, solo da quest’anno.
Per ogni stato partecipante vengono selezionati 10 finalisti, 1 vincitore nazionale e, fra questi, 1 vincitore globale.

Il regolamento del concorso dice che “Ai partecipanti verrà richiesto di dimostrare come la società ha utilizzato la tecnologia informatica (IT) per offrire ai clienti un servizio di qualità superiore.”
Sempre dal regolamento, si possono comprendere i criteri di valutazione tra i quali la considerazione su come l’uso innovativo dell’IT abbia cambiato il modo in cui vengono forniti i servizi e come li abbia migliorati.

BBN è stata selezionata fra i 10 finalisti italiani.
A questo punto è ovvio che speriamo di vincere la selezione nazionale, ma per noi (extraSmall business) essere finalisti è già una considerevole ed eccitante vittoria!

Ho riproposto l’immagine della pagina di Dell “L’eccellenza si vede dai particolari” perché, pur non trasparendo dai criteri di valutazione del concorso e non avendo una particolare attinenza con l’innovazione, la cura del particolare è una questione affrontiamo con costanza e con dedizione quasi maniacale. Mi piace pensare, quindi, che anche questo possa essere stato notato e premiato.

Grazie.
Grazie a Dell.
Grazie a tutti coloro che hanno sostenuto le nostre idee e collaborano a questo progetto, tutti con un denominatore comune: l’orgoglio di fare cose nuove e di farle BENE.

Il Manifesto dell’Editore del XXI secolo
Ovvero di come gli editori tradizionali possono riposizionarsi nel flusso cangiante dei media ai tempi della rete.

Lo abbiamo segnalato qui.

Un primo commento (a parte il fatto che, se lo avessi letto prima, mi sarei risparmiata il post sull’editoria e i DRM… avrei semplicemente fatto un paio di copiaincolla et voilà :D)
Ma vediamo il resto (che potete leggere scaricando il file qui):

[...] L’economia dell’attenzione si va restringendo, e velocemente. La ricerca accademica è – per molti studenti – nient’altro che search. Ammettiamolo: per la maggior parte degli studenti c’è già Google, che bisogno c’è dei libri? Ancora più direttamente: che bisogno c’è degli editori?
In un mondo “sempre online” in cui tutto è sempre più digitale, in cui ogni contenuto è sempre più frammentato e offerto a piccoli morsi, in cui i “prosumers” combinano in sé i ruoli tradizionalmente separati di produttore e consumatore, in cui il search prende il posto della biblioteca e in cui i mash-ups multimediali – e non i testi – attraggono inatividigitali, che stanno velocemente diventando il mercato di massa di domani, che ruolo possono ancora giocare gli editori, e come dovrebbero evolvere per mantenerne uno nella cultura dello scrivere e del leggere del futuro?

E ancora:

[...] Gli editori sono chiamati a ridefinire in fretta in che cosa risieda la quintessenza dell’essere editore, in che cosa consista il valore specifico che l’editore aggiunge, aldilà delle tecnicalità volte a favorire l’incontro dei contenuti con i lettori. Se ci costringiamo a pensare in questo modo, scopriamo che molto di ciò che gli editori hanno da offrire, aldilà delle tecnicalità, riguarda la qualità piuttosto che la quantità: il prendersi cura, la consulenza, una sorta di imprimatur.

Fino a pochi decenni fa, per il disegno tecnico-architettonico, si usavano i tecnigrafi.
Nel giro di neanche un lustro sono scomparsi dalla circolazione, sostituiti egregiamente dai software cad.
Io non ho letto neppure un articolo sui poveri produttori-distributori-rivenditori di tecnigrafi ridotti alla bancarotta. Immagino che si siano evoluti o, alla peggio, riciclati, e nessuno ne sente ora la mancanza.

Antonio Tombolini dedica la traduzione del Manifesto di Sara Lloyd “Agli editori italiani che tra cinque anni ci saranno ancora”.
Apocalittico? niente affatto.
E di quelli che non ci saranno più nessuno sentirà la mancanza.
Di fatto l’editore non conta molto neppure ora: il contenuto è quello che si cerca, si trova/compra, si legge/usa. Se il manuale di giardinaggio ci piace, ci pare completo, ha tante belle illustrazioni e, last but not least, non costa un occhio dalla testa, poco importa chi è l’editore. Se esce il nuovo libro di Benni, fa niente se lo pubblica Feltrinelli o Leditoresconosciutodellisolachenonc’è. Se il manuale di matematica è chiaro, adeguato alle classi che lo devono affrontare, allineato al mio modo di far didattica, lo adotto. Che sia di o di.
Certo, ci sono dei casi in cui l’editore è una garanzia: un manuale informatico di O’Reilly immaginiamo sia un buon manuale.
Ed è da questi pochi casi che dobbiamo partire per ri-definire il ruolo dell’editore: come dice la Lloyd “il prendersi cura, la consulenza, una sorta di imprimatur”.
E se parliamo di scolastica è facile intuire che da questo punto di vista il ruolo dell’editore possa ridiventare importante, a patto che riesca a gestire il cambiamento in tutte le fasi della produzione/distribuzione del testo, che sia disposto a farsi contaminare e che sia in grado di rendere permeabili i contenuti senza svilirli. E sarebbe riduttivo considerarlo solo un processo tecnologico, perché ogni persona che lavora per l’editore in fase di cambiamento, quasiasi ruolo abbia e a qualsiasi livello, deve imparare a pensare in un’altra lingua. Come dire che si fa prima a tirarla giù e a ricostruirla, quella casa.

Al bookcamp è andato Maurizio Chatel, io non potevo muovermi e mi dispiace moltissimo non aver conosciuto di persona Antonio e Mario e… la porchetta – mi sa che è stata la star della serata.
Aspettando quindi che loro (e spero anche Maurizio, al suo ritorno) scrivano qualcosa sull’evento, affronto un argomento che è stato a lungo dibattuto per definire la nostra posizione: la questione dei DRM e della proprietà o licenza d’uso dei file degli e-book.
A noi non interessa proteggere i nostri e-book con DRM di alcun genere, quindi nessuna password per aprirli, nessun controllo su quanti (o quali) computer/dispositivi li possano aprire, nessuna inibizione di stampa o copia, nessun codice seriale o meccanismo di cifratura o tracciatura.
Due sono le limitazioni che utilizziamo:
• inibiamo la stampa sulle copie saggio, ma è una protezione provvisoria che viene eliminata quando il testo viene adottato.
• inibiamo la modifica dei file: riteniamo questa protezione necessaria per poter garantire la correttezza scientifica e la qualità dei contenuti. Inoltre, se qualcuno modificasse i testi scrivendo delle bufale, la credibilità degli autori e della casa editrice sarebbe compromessa.
Inutile dire che le limitazioni create con il distiller di Adobe sono facilmente aggirabili da chiunque sappia fare una ricerca minima su google. Lo sappiamo e va bene così.

Francamente, a costo di farmi dei nemici (a questo punto non li conto più), vi dirò che la faccenda delle protezioni, in ambito di editoria scolastica, mi sembra una questione di lana caprina, oziosa quando non faziosa.
Parlando di ebook il concetto di proprietà è da rivedere, tanto più se si parla di libro di testo.
L’editore che si arrocca sull’idea di vendere un file come fosse un oggetto è miope: dimostra di non aver compreso la natura del prodotto e neppure lo spirito del contesto in cui opera.

Parliamo della natura del prodotto.
Un testo scolastico, così come un testo di divulgazione scientifica, che sia aggiornabile in tempo reale, integrabile nella struttura, permeabile alle idee è il migliore dei testi possibili. L’interattività che un testo di questo tipo consente è così preziosa da rendere qualsiasi tentativo di costrizione un gesto scellerato.
La vendita di un “oggetto ebook” presuppone la chiusura, e quindi la fine, dello stesso.
La licenza d’uso di un “file ebook”, così come quella dei software, è concettualmente e praticamente, la strada corretta per garantire sia il diritto d’autore sia la dinamicità dei contenuti.

Parliamo del contesto: la rete.
Ha scritto Maurizio sulla Guida per gli insegnanti del testo di storia:

“Entra così in gioco la chiave di volta di tutto il progetto e della stessa filosofia editoriale BBN: l’interattività. Il nostro manuale è anche un esperimento di work in progress e di open source: un testo destinato a crescere negli anni anche con il contributo dei suoi lettori. Che sia collocato in sito WEB non è una semplice “trovata d’immagine”, ma ne costituisce la sostanza. Ciò che esce dal WEB deve ritornarvi potenziato, o almeno questa è la nostra speranza.”

La dissociazione schizofrenica di chi pensa di lavorare in rete senza condividerne lo spirito non può che dare un esito infausto.
Noi investiamo risorse volentieri anche per pubblicare materiale gratuito. Per fare un esempio, i primi tre moduli del testo di storia sono composti da 416 pagine, mentre le schede free di approfondimento ad essi associate sono composte da un totale di 383 pagine, e chiunque può scaricarle. È il nostro piccolo tributo alla rete. Per questi file abbiamo scelto, in accordo con gli autori, la licenza Creative Commons.

Ogni tanto mi concedo dieci minuti per leggere i blog dei docenti in rete.
Quelli che preferisco, tra quelli che conosco, li trovate nel blogroll (che sto aggiornando).
Spesso i miei dieci minuti diventano venti, trenta o più.
Colpa (anche) della VostraProf che cito perché dedica uno dei suoi ultimi interventi alla finanziaria 2008.
Noi ci siamo occupati dell’art. 15, relativo ai libri di testo, lei invece si riferisce, giustamente, alla questione dei tagli alle cattedre:

Science fiction cut
[...]
Intanto leggo un titolo affascinante: “ Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria”. Titolo che contiene disposizioni già operative dal 25 giugno scorso.
Anche per la scuola.
Occupiamoci oggi di Sviluppo Economico: 22 mila tagli l’anno prossimo, già previsti, e altri 110 mila (centodiecimila) da qui al 2011; di questi, 67 mila cattedre di insegnanti
[...]
Leggere qui.

Già che ci sono riporto anche un pezzetto di un altro dei suoi gustosissimi post:

Figlia della solita illusione
[...]
Il punto è questo. Si legge che la scuola (metafora del mondo) va male.
Sì, dice la nuova segretaria amministrativa, non c’abbiamo i soldi nemmeno per la carta igienica, figuriamoci se li ho per pagarvi i progetti e le ore in più.
Sì, dice la bidella che sta guardando sotto le sedie della terza B, tutta colpa dei giovani, che c’abbiamo trecento cicche secche da grattar via e sotto i banchi altre, qui finiamo a Natale.
Sì, ma è la società, dice l’esperto psicologo che scrive sul grande giornale a tiratura nazionale.
Sì, ma, dice il famoso sociologo, la trasformazione antropologica della famiglia è il prodotto di un fenomeno di decadimento o disgregazione sociale, colpa della scuola.
Sì, dice la Maria Stella, è ora di fare qualcosa, mettiamo il grembiule.
No, dice la bidella Maria Tappa, prima vietiamo le cicche.
No, dice la segretaria amministrativa, prima dateci i soldi.
No, dice il sociologo, prima cambiamo la società.
No, dice lo psicologo, prima cambiamo la psiche.
Aspetta, dice la Maria Stella, ho detto: prima il grembiule.
[...]

Leggere qui.

La finanziaria 2008 è stata discussa dalla VII Commissione (cultura).
Pubblichiamo qui un copiaincolla dal resoconto della Camera dei Deputati.
In fondo trovate i link ai documenti ufficiali.

VII Commissione permanente (cultura, scienza e istruzione) 3-9 luglio 2008.

3 luglio 2008

Benedetto Fabio GRANATA (PdL), relatore
[...]
Precisa che si soffermerà sugli aspetti di competenza della Commissione, rinviando al testo dell’articolato per le altre disposizioni.
In questo senso, ricorda che l’articolo 15 stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, prevedendo una disciplina finalizzata a ridurre progressivamente i costi per le famiglie, a partire dall’anno scolastico 2008-2009. Pertanto, il comma 1, facendo salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo delle scuole di ogni ordine e grado, prevede che, a partire dal primo anno scolastico successivo a quello in corso - ossia, dall’anno scolastico 2008-2009 -, sia data preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. L’accesso a tali testi da parte degli studenti avviene gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente. Tale ultima condizione si riferisce, presumibilmente, alla disciplina sulla gratuità dei libri di testo. Il comma 2, primo periodo, del medesimo articolo stabilisce, invece, che nel termine di un triennio a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, quindi, entro l’anno scolastico 2010-2011, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet e mista, ovvero, presumibilmente, cartacea e digitale. Il secondo periodo del medesimo comma 2 stabilisce che, a decorrere dall’anno scolastico 2011-2012, il collegio dei docenti è tenuto ad adottare esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabile da internet o mista. L’ultimo periodo fa salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili; il comma 3 del medesimo articolo 15 interviene, quindi, sul contenuto e sulla struttura dei libri di testo. Quanto al primo aspetto, stabilisce che essi debbano sviluppare i contenuti essenziali delle indicazioni nazionali dei piani di studio; quanto al secondo, si prevede che i libri di testo possano essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento. Si affida, quindi, ad un decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca la determinazione: delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso; delle caratteristiche tecniche dei libri di testo nelle versioni on line e mista; del prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore. Con riferimento alla nuova modalità di fruizione dei libri di testo, sarebbe opportuno esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, prevista articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006. L’articolo 15, comma 4, infine, stabilisce che le università e le istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi recati dai commi precedenti. Alla luce del disposto del comma 4, segnala quindi l’opportunità di integrare la rubrica dell’articolo con un riferimento ai testi universitari.

Manuela GHIZZONI (PD)
[...]
Per quel che riguarda invece l’articolo 15, ritiene che lo stesso possa comportare seri problemi dal punto di vista della tutela del diritto di autore, ricordando inoltre che non sembra a suo avviso opportuno parificare la disciplina dei test universitari a quella degli altri libri di testo. Esprime inoltre l’opinione che sarebbe opportuno stralciare la norma in materia di trasformazione delle università in fondazioni oltre che quella che riguarda i contributi per l’editoria. A questo proposito, rileva l’esigenza che su temi così importanti sia coinvolto il Parlamento e in particolare la Commissione cultura per esaminare in via primaria e non solo in sede consultiva le ipotesi di riforma di interi settori di sua competenza. Ricorda che il precedente Governo in occasioni analoghe non aveva avuto alcuna difficoltà a fare «un passo indietro» stralciando da provvedimenti sottoposti all’esame del Parlamento interventi di riforma importanti per affidarli all’esame in sede referente della Commissione.

8 luglio 2008

Ricardo Franco LEVI (PD)
rileva che l’articolo 15, pur perseguendo un obiettivo lodevole, presenta una serie di aspetti negativi, quali innanzitutto il fatto della obbligatorietà dell’applicazione di tecnologie di cui non tutti sono in possesso. In secondo luogo, vi sono riflessi negativi dal punto di vista dell’economia domestica, dato che è più costoso stampare un libro che comprarlo. Sarebbero inoltre in sofferenza anche le imprese del settore, oltre ad essere non tutelate a sufficienza le prerogative a difesa del diritto d’autore. Ricorda quindi che ha presentato un emendamento in Commissione di merito volto a sopprimere le parole «liberamente scaricabile» dal testo dell’articolo indicato.

Il Ministro Mariastella GELMINI
[...]
Per quel che riguarda le norme in materia di libri di testo, ricorda che obiettivamente potrebbero esserci alcuni problemi legati all’uso delle tecnologie per la diffusione dei libri. Si è confrontata con gli operatori del settore, anche allo scopo di verificare la possibilità di sostituire il termine «scaricabile», con «fruibile». Ritiene peraltro che tale riforma sia fondamentale accanto a quella che prevede che gli editori debbano tenere bassi i prezzi dei libri, come già peraltro è previsto da una esplicita norma, senza procedere a riedizioni non necessarie del testo quando non vi siano modifiche significative.

Emerenzio BARBIERI (PdL)
rileva che esiste un problema fondamentale che è quello di trovare una dialogo con l’opposizione per individuare le strategie da seguire in alcune materie, tra le quali quella relativa ai libri di testo. Ricorda in ogni caso che il ricorso alla questione di fiducia è stata una prassi molto diffusa nei passati governi, primo fra tutti il Governo Prodi. Condivide inoltre le osservazioni del collega Levi in merito ai libri di testo, ricordando altresì che occorre coordinare la disciplina prevista dal provvedimento in esame con le norme in materia di comodato e noleggio dei libri. Rileva inoltre che il comma 4 dell’articolo 15 esclude l’applicazione delle norme contenute nell’articolo 15 ai testi universitari, senza un’apparente ragione; a suo giudizio va invece estesa la norma anche a questo tipo di testi.

Paola GOISIS (LNP)
rileva, per quanto riguarda i libri di testo, che occorrerebbe tenere in considerazione che non tutti gli studenti hanno la possibilità di collegarsi ad internet. Rileva peraltro che sarebbe opportuno che le case editrici non cambino in continuazione l’edizione dei libri di testo; occorrerebbe inoltre incentivare maggiormente la lettura da parte dei ragazzi. Per quel che riguarda la scuola, ritiene che il problema vero da affrontare riguardi la scuola media, intervenendo su tale settore. Rileva peraltro che la scuola deve essere sempre un luogo nell’ambito del quale deve essere assicurato il pluralismo più efficiente.

Manuela GHIZZONI (PD)
[...]
Rileva inoltre che le norme in materia di libri di testo non sono concretamente applicabili perché solo il 50 per cento delle famiglie possiede una connessione internet. Ribadisce infine che non è possibile fare delle politiche serie in materia di scuola e università senza investimenti appropriati e senza strategia [...]

Fabio GARAGNANI (PdL)
[...]
Ritiene peraltro che la riforma dei libri di testi non sia applicabile, in considerazione del fatto che è alquanto poco diffuso l’uso di internet presso le famiglie italiane.

Valentina APREA, presidente
[...]
Sull’articolo 15, rileva che esistono effettivamente dei problemi di accessibilità ad internet e di tutela del diritto d’autore.

9 luglio 2008

Stefano CALDORO (PdL), relatore
illustra una proposta di parere favorevole con condizioni (vedi allegato 4), ricordando che nella proposta di parere sono state recepite una serie di indicazioni provenienti dai componenti della Commissione.

Pierfelice ZAZZERA (IdV)
[...]
Sui temi di specifica competenza della Commissione rileva che l’articolo 15 appare nei principi assolutamente condivisibile e negli obiettivi da raggiungere in un processo che richiede tempo e qualche aggiustamento di rotta. Limitare la speculazione di chi sui libri specula e spesso determina aumenti di prezzo incontrollati, ritiene sia cosa buona e giusta. Come lo è investire sempre più sulle rette favorendone la diffusione e l’incremento di utilizzo.

Sono stati redatti sia un parere favorevole, sia una proposta di parere alternativo da mettere ai voti qualora il primo non avesse avuto la maggioranza.
Il parere favorevole è stato approvato dalla commissione:

La VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione),
esaminato per le parti di competenza il disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
rilevato che il provvedimento in esame reca una serie di interventi [...]
sottolineato che l’articolo 15, che stabilisce nuove modalità di fruizione dei libri scolastici, dando preferenza, nelle scelte degli organi competenti, a libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet, non esplicita il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio dei libri stessi prevista dall’articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 ed 629, della legge n. 296 del 2006 e che l’applicazione di tale articolo potrebbe comportare violazioni del diritto d’autore;
rilevato, altresì, che la rubrica dell’articolo 15 non fa riferimento ai testi universitari, nonostante il comma 4 del medesimo articolo faccia esplicito riferimento a linee di indirizzo che le Università e le Istituzioni di alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della loro autonomia, devono adottare ispirandosi ai principi recati dai commi precedenti al comma 4; [...]

esprime
PARERE FAVOREVOLE

con le seguenti condizioni:
1) all’articolo 15, dopo aver integrato la rubrica dell’articolo con un riferimento anche ai testi universitari, occorre esplicitare il coordinamento con la normativa vigente in materia di comodato e di noleggio, ai sensi articolo 27, comma 1, legge n. 448 del 1998 e articolo 1, commi 628 e 629, legge n. 296 del 2006, e occorre inoltre prevedere meccanismi normativi idonei a garantire che venga tutelato il diritto d’autore; sempre all’articolo 15, nel favorire l’adozione di libri di testo in forma mista (a stampa e on-line) anche ai fini della fruizione da parte degli studenti di materiale didattico multimediale, appare necessario che non venga meno la qualità dei processi formativi e dei loro strumenti fondamentali, cioè i libri garantendo comunque, una piena utilizzabilità degli stessi da parte degli studenti; siano inoltre previsti investimenti dello Stato, degli editori e delle famiglie, per la diffusione delle nuove tecnologie - hardware, software, connessioni, piattaforme, consumi energetici, vettori - e per l’offerta sul mercato di nuovi prodotti editoriali, precisando in particolare il ruolo delle scuole nel rapporto tra editori ed utenti e con riferimento ai diritti d’autore. [...]

Il resoconto completo è visibile qui.
Il parere approvato dalla Commissione nella versione integrale è visibile qui.
Un commento da leggere qui.

Ci vediamo venerdì 11 luglio.

Il Barcamp è una unconference (non-conferenza) autogestita e collaborativa: i contenuti sono proposti dai partecipanti stessi che, divisi in gruppi di lavoro, dibattono sul tema scelto scambiandosi pensieri, opinioni, conoscenza.
Non ci sono quindi relatori da un lato e pubblico silente dall’altro, ma persone con background e skill diversi che si incontrano trasmettendo conoscenza in modo orizzontale.
Anche in Italia i barcamp si stanno diffondendo (barcamp italia è nato da poco più di un anno) e l’11 luglio ci sarà il primo ritrovo dedicato al libro: il BookCamp, in un castello, a Rimini.
L’incontro è stato organizzato da Mario Guaraldi (Guaraldi Editore), Antonio Tombolini (Simplicissimus Book Farm), Marco Barulli (Clipperz).
I gruppi di lavoro affronteranno temi legati alla rivoluzione digitale e all’editoria che si trova ad affrontare un futuro che, di fatto, è già presente: la produzione, la distribuzione, il famigerato DRM, il print on demand, l’evoluzione dell’editoria scolastica.

Il sito ufficiale qui.

BBN sarà presente, ovviamente ;)

Aggiornamento: vi consigliamo di leggere l’interessante comunicato stampa.

Dalla prefazione*:

Un testo illuminato e provocatorio, scritto da un editore per gli editori.
Un guanto di sfida e un grido d’allarme lanciato ai suoi colleghi.
Un richiamo orgoglioso ad un passato che deve cercare con coraggio il suo futuro.
E su tutto una domanda chiave, ormai ineludibile, perfino in Italia: ha ancora senso il mestiere dell’editore?
Non un libro di risposte, ma di domande, e di ipotesi da sperimentare.
Vorranno provarcisi gli editori italiani?
L’alternativa, ormai è chiaro, è sparire.

Sara Lloyd, autore del presente testo, è un editore, e dirige la Pan MacMillan Digital Publishing.

Il testo è stato tradotto e pubblicato come ebook da Antonio Tombolini di Simplicissimus (grazie!) con la dedica “Agli editori italiani che tra cinque anni ci saranno ancora“.
Scaricabile gratuitamente qui.

Aggiornamento: è disponibile la versione cartacea (grazie Guaraldi!)
*Nella versione cartacea è la quarta di copertina.

Aggiornamento: interessanti riflessioni pubblicate qui.

Sembra un’evoluzione della proposta che fece per la finanziaria 2004 l’ex ministro Moratti (nulla di fatto).
Anche questa volta potrebbe essere stralciata all’ultimo momento, ma ha già sollevato considerazioni e polemiche, anche perché la notizia è stata lanciata dal Sole24ore in modo non corretto.

È possibile leggere qui un articolo di Antonio Tombolini (Simplicissimus) scritto in seguito a quello pubblicato dal Sole24ore, e qui un’aggiornamento scritto dopo la pubblicazione del testo integrale che copioincollo.

CAPO V
ISTRUZIONE E RICERCA
Art. 15
(Costo dei libri scolastici)
1. A partire dall’anno scolastico 2008-2009, nel rispetto della normativa vigente e fatta salva l’autonomia didattica nell’adozione dei libri di testo nelle scuole di ogni ordine e grado, tenuto conto dell’organizzazione didattica esistente, i competenti organi individuano preferibilmente i libri di testo disponibili, in tutto o in parte, nella rete internet. Gli studenti accedono ai testi disponibili tramite internet, gratuitamente o dietro pagamento a seconda dei casi previsti dalla normativa vigente.
2. Al fine di potenziare la disponibilità e la fruibilità, a costi contenuti di testi, documenti e strumenti didattici da parte delle scuole, degli alunni e delle loro famiglie, nel termine di un triennio, a decorrere dall’anno scolastico 2008-2009, i libri di testo per le scuole del primo ciclo dell’istruzione, di cui al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59, e per gli istituti di istruzione secondaria superiore sono prodotti nelle versioni a stampa, on line scaricabile da internet, e mista. A partire dall’anno scolastico
2011-2012, il collegio dei docenti adotta esclusivamente libri utilizzabili nelle versioni on line scaricabili da internet o mista. Sono fatte salve le disposizioni relative all’adozione di strumenti didattici per i soggetti diversamente abili.
3. I libri di testo sviluppano i contenuti essenziali delle Indicazioni nazionali dei piani di studio e possono essere realizzati in sezioni tematiche, corrispondenti ad unità di apprendimento, di costo contenuto e suscettibili di successivi aggiornamenti e integrazioni. Con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sono determinati:
a) le caratteristiche tecniche dei libri di testo nella versione a stampa, anche al fine di assicurarne il contenimento del peso;
b) le caratteristiche tecnologiche dei libri di testo nelle versioni on – line e mista;
c) il prezzo dei libri di testo della scuola primaria e i tetti di spesa dell’intera dotazione libraria per ciascun anno della scuola secondaria di I e II grado, nel rispetto dei diritti patrimoniali dell’autore e dell’editore.
4. Le Università e le Istituzioni dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nel rispetto della propria autonomia, adottano linee di indirizzo ispirate ai principi di cui ai commi 1, 2 e 3.

Interessante questa notizia che prendiamo in prestito dal blog di gattopazzo.

Il sindacato dei consumatori ADOC promuove una class action contro nove tra le maggiori case editrici scolastiche (Principato, De Agostini, Il Capitello, Le Monnier, Giunti Scuola, Paravia Bruno Mondadori, RCS libri, S.E.I., Zanichelli).
L’accusa è quella di aver aumentato i prezzi dei libri di scuola del 10/15% all’anno nell’ultimo lustro. L’obiettivo è invece quello di ottenere il rimborso di quanto pagato in più dalle famiglie negli ultimi cinque anni scolastici.
Infatti, sostiene l’Adoc, gli impegni che le case editrici hanno preso per i prossimi anni, in seguito all’istruttoria del Garante, non escludono la sussistenza dell’illecito negli anni passati.
La causa partirà ufficialmente dal 30 giugno e i consumatori saranno rappresentati… (continua sul blog TuttaCasa&Scuola “Ho comprato il libro, datemi il resto“)

Faraona scrive una recensione (citata anche da wikipedia alla voce Libro di testo) sui testi scolastici digitali.
Si tratta di un’analisi comparativa fra le uniche due offerte – ad oggi – esistenti sul mercato, la nostra e quella di Garamond.
Dalla distribuzione dei libri di saggio al numero di pagine, dal prezzo dei testi alla navigabilità del sito passando attraverso il tipo di licenza d’utilizzo, Faraona pare analizzare proprio tutto.
Si astiene, e motiva, sulla qualità dei contenuti.
Peccato, perché è una questione sulla quale proprio non temiamo confronti :D
Comunque grazie a Faraona per la generosissima recensione.

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